James Harris

james harris

James Harris ha scelto per la sua opera il materiale più nobile che la tradizione e la pratica della scultura potessero offrire: il marmo bianco di Carrara. Appena sbozzato su tre lati, il blocco è stato intagliato sul fronte rivolto al mare in modo da far emergere un volto dalle fattezze classicheggianti. Le scanalature concentriche dettate dal pantografo conferiscono alla testa – rovesciata – una morfologia non dissimile a quella delle curve di livello adoperate in geografia per segnalare le diverse quote di un territorio, infondendole un carattere di rappresentazione grafica di paesaggio. All’interno un’agave ferox, pronta a resistere alla siccità, al vento, al calore – da qui il titolo Never Give Up (non arrenderti mai) – allunga le proprie radici, attraverso il carotaggio praticato sul blocco, direttamente sul terreno, introducendo un elemento di continua trasformazione nell’opera. Nella sintesi del tempo presente, determinata dall’esserci dello spettatore, passato e futuro si fondono, il primo evocato dalla figura scavata nel marmo, il secondo annunciato dalla crescita della pianta.

James Harris (Jeddah, Arabia Saudita, 1982). Vive e lavora a Carrara.

Recenti mostre collettive: Ipotenusa. Una mostra irrealizzabile. TU35- Geografie dell’arte emergente in Toscana, Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci – Officina Giovani, Prato, 2015; Alumni, Centro Arti Plastiche, Carrara, 2015; Artificialia, Museo dinamico del laterizio e delle terrecotte, Marsciano (PG), 2015; Moon Vessel, Kronen Galerie, Zürich, 2012; Aghilysti, GUM Studio, Torino, 2011; Forme nel verde, Radicofani (SI), 2011; Real Presence, Beograd, 2010; Fragile, Azaria Gallery, Morioka, 2010; Forme nel verde, Horti Leonini, San Quirico d’Orcia (SI), 2009; Copia di una copia, project room Cripta 747, Torino, 2009; La follia e la pietra, Isola di San Servolo, Venezia, 2008.

James Harris has chosen for his work the most noble material that the tradition and the practice of sculpture could offer: white Carrara marble. Only rough-hewed on three sides, the block was carved on the side facing the sea in order to bring out a face with classical features. The concentric flutes dictated by the pantograph give the inverted head a morphology not dissimilar to that of the contour lines used in geography to indicate the different levels of a territory, they infuse a trait of graphic representation of landscape. Inside, an agave ferox – ready to withstand drought, wind and heat (hence the title the title Never Give Up) – stretches its roots directly to the ground through the coring in the marble, introducing in the work an element of constant transformation. In the synthesis of the present time, decided by the presence of the observer, past and future merge, the first evoked by the figure carved in the marble, the second announced by the growth of the plant.

James Harris (Jeddah, Saudi Arabia, 1982) lives and works in Carrara.

Recent group shows: Ipotenusa. Una mostra irrealizzabile. TU35- Geografie dell’arte emergente in Toscana, Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci – Officina Giovani, Prato, 2015; Alumni, Centro Arti Plastiche, Carrara, 2015; Artificialia, Museo dinamico del laterizio e delle terrecotte, Marsciano (PG), 2015; Moon Vessel, Kronen Galerie, Zürich, 2012; Aghilysti, GUM Studio, Turin, 2011; Forme nel verde, Radicofani (SI), 2011; Real Presence, Beograd, 2010; Fragile, Azaria Gallery, Morioka, 2010; Forme nel verde, Horti Leonini, San Quirico d’Orcia (SI), 2009; Copia di una copia, project room Cripta 747, Turin, 2009; La follia e la pietra, Isola di San Servolo, Venice, 2008.